Stanzino.

Sarò franco con voi, come credo di esser sempre stato d’altronde.

Se c’è una cosa che odio, di quell’odio sottile che non è mai motivo di vanto ostentare, e che anzi mi stupirei se qualcuno isolasse l’argomento come materia di discorso fondamentale, sono le cosidette “domande ipotetiche a fini conoscitivi”.

“Ecchè sto quaqquaraqqua?”  Per dirla meglio, mi riferisco a tutti quegli intercalari iperbolici che ti mettono di fronte a immaginarie situazione al limite e attraverso la risposta che ad esse dai tracciano, al tuo interlocutore, una esile linea di ciò che è la tua persona, almeno in linea generale.

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Marcianietzsche, o come dal nulla si tiri fuori tutto.

Aversa, Gricignano-Teverola, Marcianise, Recale, Caserta.

La bellezza di prendere un treno regionale per arrivare da un capolinea all’altro è il fermarsi per pochi minuti in piccole stazioni di campagna, che di campagnolo han solo erbacce mezze morte e spesso altro non sono che spiazzi di marciapiedi tra due binari.

Non che sia qualcosa di davvero caratterizzante, e anzi il massimo del folklore locale che tu possa dire riguardo questi posti risiede in quelle 2-3 lettere grattate via dal cartello della destinazione che poi ogni fermata, raccolta mentalmente, diventa come parte di un cruciverba ancora da completare.
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Settevventi.

Conservo due biglietti, andata e ritorno, in bella vista sul mio comodino.

Son di quelli piccoli e bianchi, quelli che non fai alle stazioni centrali ma a quelle regionali o comunque periferiche, quelli che son così minuscoli che quando li vai a timbrare hai quasi paura che la macchinetta se li mangi.

O almeno a un fuorisede che prende quella leppa chilometrica di biglietto che è Roma Termini-Napoli Centrale così possono sembrare.

Tuttavia, non so perchè li conservo.

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Camaleonti su sfondo verde.

Una cosa che sto lentamente imparando grazie al blog è che lo scrivere in casa mi annoia.

…E giuro, non vi so davvero dire il perché.

Sarà che per quello che scrivo ho il costante bisogno di osservare, o per un bizzarro daimon greco che nel mio caso si palesa sotto le già citate forme di un anonimo cricetino nella sua ruota…non lo so.

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Diario Dai Bordi #1 – San Valentino 2015 Pt. 2

(ALT. Questa è la seconda parte di un altro post.
Dubito che tu possa capirci qualcosa se non leggi prima qui.
Nel caso ci riuscissi comunque, dimmelo e provvederò a darti un biscottino.)

La metro di Napoli è una manna dal cielo.

Potete dire quello che volete su quanto facciano schifo i trasporti al Sud, ma la Linea 1 della metropolitana è veramente sempre puntuale e presente.

Oltre che in alcuni casi, come per la metro di Toledo, anche parecchio parecchio figa da guardare.

Ed è così che l’ora di attesa che mi è costata Via Napoli-Piazza Dante si trasforma nei più sopportabili 20 minuti di Piazza Dante-Vanvitelli.

Arrivo lì e mi concedo un momento di distrazione, un’ occhiata all’orologio. Sono le 2 e mezza.

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Diario Dai Bordi #1 – San Valentino 2015 Pt. 1

Cosa è Diario Dai Bordi? Facciamola breve.

Diario Dai Bordi è una rubrica che ho in mente da secoli. E ho sempre rimandato perchè fondamentalmente sono stupido, o perchè i motivi sono intuibili negli altri post comunque.

Diario Dai Bordi per me è talmente importante che non mi va di farvi il solito riquadrino in corsivo a destra, ma ve lo spiego, qui, per esteso.

Diario Dai Bordi è osservazione. Diario Dai Bordi è quando ti fermi per strada e guardi la gente, e la fotografi per quel determinato secondo che la hai vista.

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Alla rinfusa #1

(Alla Rinfusa è semplicemente scarti.
Parti di post cancellati, pensieri dettati
dal momento, piccole idee che
mi ronzano in testa da sempre e
altre robine forse inutili ma…interessanti?
A voi la sentenza.)

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Ogni tanto, a tarda notte, rispolvero tutte le vecchie app sul mio ancor più vecchio iPod. Chi si ricorda QuizDuello? E’ quasi incredibile come ci sia gente che ci gioca ancora. Sopratutto ai miei orari assurdi. Ma ci sono, alcuni capitano anche troppo spesso nello shuffle delle partite, come quegli sconosciuti che ritrovi in metrò a giorni alterni. In particolare con una di queste abitudinarie ci ho speso una buona parte delle mie partite, anche più di 1 o 2 ogni notte, ed è in realtà un po’ che non la vedo ci gioco. E ora, non so perchè, stranamente un po’ mi manca.
Chissà che cosa gli sarà successo. Starà bene? Avrà il telefono in assistenza? Si sarà scocciata di giocare? O gli sarà successo qualcosa… problemi familiari? Avrà litigato col ragazzo? Lo avrà un ragazzo? Mi preoccupo per lei e manco ci ho mai parlato. Ma si ostentava a giocare con me anche se vincevo sempre, e lo trovavo molto carino, ecco tutto. Gli mando una richiesta di partita. E se mi risponde…le scrivo, promesso.

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