Alla rinfusa #1

(Alla Rinfusa è semplicemente scarti.
Parti di post cancellati, pensieri dettati
dal momento, piccole idee che
mi ronzano in testa da sempre e
altre robine forse inutili ma…interessanti?
A voi la sentenza.)

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Ogni tanto, a tarda notte, rispolvero tutte le vecchie app sul mio ancor più vecchio iPod. Chi si ricorda QuizDuello? E’ quasi incredibile come ci sia gente che ci gioca ancora. Sopratutto ai miei orari assurdi. Ma ci sono, alcuni capitano anche troppo spesso nello shuffle delle partite, come quegli sconosciuti che ritrovi in metrò a giorni alterni. In particolare con una di queste abitudinarie ci ho speso una buona parte delle mie partite, anche più di 1 o 2 ogni notte, ed è in realtà un po’ che non la vedo ci gioco. E ora, non so perchè, stranamente un po’ mi manca.
Chissà che cosa gli sarà successo. Starà bene? Avrà il telefono in assistenza? Si sarà scocciata di giocare? O gli sarà successo qualcosa… problemi familiari? Avrà litigato col ragazzo? Lo avrà un ragazzo? Mi preoccupo per lei e manco ci ho mai parlato. Ma si ostentava a giocare con me anche se vincevo sempre, e lo trovavo molto carino, ecco tutto. Gli mando una richiesta di partita. E se mi risponde…le scrivo, promesso.

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Una cosa che amo fare da matti durante i periodi di vacanza è scommettere con me stesso quali delle mie conoscenze inizieranno a fumare. Perchè si, è scientificamente testato che non puoi ritenerti cittadino del mondo se ogni Estate almeno 2-3 persone che ti stanno intorno, che ti siano conoscenti o amici fidati, non iniziano a sprecare investire 5 euro alla settimana dal tabacchino. E’ una cosa che trovo abbastanza curiosa, strana e… anche un pelo inquietante, a dirla tutta. E forse proprio per renderla meno inquietante ci piazzo questo giochino. Che a conti fatti mi diverte, sopratutto quando ci azzecco, e neanche poco spesso. Giuro.

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M. e T. si conoscono da un po’.  E li conosco anche io di vista. E c’è un loro dettaglio che mi inquieta più o meno da quando li conosco. M. è un figlio di puttana di quelli veri, il classico ragazzetto a cui puoi leggere in faccia qualunque carognata abbia mai fatto se non sei troppo impegnata ad ammirarne la bellezza fisica. T. è invece la classica ragazza che forse crede anche sul serio di essere buona e gentile ma che nelle notti di luna piena non può trattenersi da quel che è veramente. E sapete cosa mi stupisce di loro? Che sembrano davvero volersi bene. E quando penso che due creature del genere possono provare vero affetto per qualcuno beh… mi viene il forte dubbio che l’essere umano abbia parecchi bug da risolvere.

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Il modo più indolore per scordarsi di qualcuno che vedi ogni giorno è guardare attentamente la sua fisicità più spicciola. Osservare quella persona distogliendo le attenzioni dai ricordi e inquadrandola solo come pezzo di carne, trasformando il momento in cui la vedi parlare con qualcun’altro nel momento adatto per guardargli il culo, esaminarlo, dargli un voto in scala 10 nella tua testa. Fissargli le tette se la incroci, stupendoti di non aver mai notato quel neo o di averle sempre immaginate più piccole. Che magari sono piccole davvero, ma in quel preciso momento ti appaiono enormi perchè hai realmente bisogno di distarti. E’ pur sempre un illusione, ok, ma forse meglio questa che quella che un giorno tutto con lei andrà meglio…forse.

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Credo fermamente che non esistano posti peggiori delle palestre scolastiche.
Non per le strutture pericolanti, non per il marasma di persone e nemmeno per la presunta “educazione fisica” con la sciocca pretesa che due ore di pallavolo possano definirsi fare sport, no. Odio le palestre scolastiche perchè sono subdole. Se nella logica scolastica il travestire cosí un ora di approccio alla socialitá e allo stare in gruppo risulta funzionale alla loro immagine di formazione e disciplina, a me risulta solo uno spacciare qualcosa di potenzialmente utile in una perdita di tempo. E non ne capisco il perché. Un ora DICHIARATA di conoscenza e approccio all’altro sarebbe invece più diretta, meno costosa (un professore in meno da assumere) e sopratutto, ci sentiremo meno presi per il culo. E magari, forse, impareremo a riconoscere le teste di cazzo.

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-Notta.

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