I capelli rossi sbiaditi e un gattino tra le poppe.

Sapete, per il sottoscritto non è proprio un bel periodo.

Si si lo so, i post in realtà in fondo sono tutti pieni di speranza, ci sono le battutine e tutto, come fai a dirci questo?

Beh…non significa mica un cazzo cari.

Non vedo il senso di intristirvi con le mie cose sinceramente. E anche perchè se avessi voluto fare una cosa simile il blog lo avrei aperto su tumblr, non su wordpress.

E mi sarei occupato di setacciare ogni più segreto angolo di DevianArt o di quel cazzo di We Heart It (la cui esistenza è una delle tante dimostrazioni che il condiviso simbolo del cuore altro non è che un culo rovesciato, data la merda che quella roba contiene) invece che mettermi qui e perdere tempo per cercare di esporre le cose in maniera che filino non solo nella mia testa fottuta.

Ma ad oggi, per questo post, sono costretto a rivelarvi questa condizione.

Perchè, direte voi?

Beh, una gattaia tettona con la tinta mi ha ucciso il cane, e ho intenzione di denunciare queste azioni dal vago sentore terroristico che da tempo minaccia l’unità della nostra bella penisola.

…Proprio.

So benissimo che possiate crederci, dato che di tutto ciò che ho scritto finora non ve ne importa un fico perchè state lì a pensare al significato di quest’altro titolo così bislacco ma…ora ve lo spiego, voi leggete.

Ricordate cosa ho detto nell’ ultimo post?

Tra le tante cose, ho affermato di come  a volte lo stato di malinconia, di tristezza, di come cavolo vogliate chiamarlo, ti rende molto più cosciente di te stesso e direi, di conseguenza, di come gli altri influiscono su di te.

Ed è proprio questa particolarità che è stata fondamentale per far nascere l’idea di questo post.

…e di questo titolo, si.

Madonna come rompete il cazzo.

Sembrate quelle persone fissate che dopo mezz’ora di film ti molestano l’anima implorandoti di dirgli il finale…

MA GUARDALO E NON ROMPERE LE PAL…sapete cosa? Non c’è bisogno di un mio commento su ciò.

Andiamo avanti.

Circa 1 o 2 settimane fa, ero uscito per fare un giro solo con i miei pensieri, un paio di orette e sarei tornato a casa.

Erano circa le 3 di pomeriggio e non avevo ancora mangiato. Decisi di prendere un gin liscio al bar e poi di prendere la ferrovia per tornare a casa. Di solito reggo bene l’alcol,  ma capite anche voi che un gin liscio preso a digiuno in orario di punta col sole che ti citofona in testa e che ti chiede se andate a giocare al parco insieme…beh, diciamo che un pochettino si fa sentire.

Arrivo alla mia destinazione un po’ scoglionato e strano. La sensazione non è quella alcolica che ti svuota la mente per una o due ore, ma solo schifo e malessere che non fanno altro che aumentare il flusso di tutto ciò che già ti girava in testa peggiorandolo.

Mi concedo quindi 2 minuti e mi siedo su un muretto lì vicino, ad attendermi 3 km a piedi per giungere a casa.

Ed è proprio in quel momento che mi passa accanto una ragazza.

Non ricordo molto di lei, ma mi sono rimasti impressi due particolari:

Aveva i capelli rossi devastati dalla ricrescita, e stringeva un gattino al petto.

Non so per quale ragione, il vederla mi fece sorridere. Non la conoscevo, non la avevo mai vista, nè tantomeno ora ricordo che faccia avesse o cosa indossasse, so solo che mi fece scattare un sorriso, quasi involontario.

Un sorriso che in quel determinato momento mi serviva più di qualsiasi altra cosa al mondo.

Ma se quel piccolo gesto tolse dalla mia mente (almeno temporaneamente) parte dei pensieri, ne mise invece dentro altri. Per fortuna migliori. Riassumibili tutti in un unica, semplice, domanda.

Come fanno dei perfetti estranei a incidere fortemente sulla nostra vita?

Perchè potete dirmi quel che volete, ma so benissimo di non essere l’unico.

So benissimo che ognuno di voi, almeno una volta, si è visto passare davanti persone che lo hanno incuriosito.

Che appena queste hanno girato l’angolo hanno cercato di pensare cosa si nascondeva dietro il loro vestito, il loro taglio di capelli, le poche parole che gli avete sentito dire al cellulare o a una persona vicina a lei.

E poi, inevitabilmente, vi siete chiesti perchè tutto ciò accadesse. Ammettetelo.

Ok, ho capito, non volete ammetterlo.

Beh, sappiate che così facendo altro non fate che rendere ancora più vero e tangibile questa sensazione.

Si perchè…pensateci.

Quanto sono pilotate le nostre relazioni?

Tutte le persone che noi conosciamo sono sempre legate a noi attraverso legami di spazio e tempo perfettamente riscontabili e precisi.

Conosco X perchè andavamo insieme al luogo Y negli anni XYXY
Conosco X perchè amico di Z, che ho conosciuto al luogo Y nel XYXY
Conosco X perchè cugino di Z, che ho conosciuto al luogo Y nel XYXY
Conosco X perchè mio fratello, che ho conosciuto nel luogo dove X e Y si incontrano

Ecco…avete capito il concetto, no?

In un mondo ossessionato dalla scienza, dal matematico, dalle statistiche e dalle probabilità, è incredibile come abbiano ridotto persino il rapportarsi a una fredda formula matematica.

E questo ci piace? Beh, sembra di si.

Ma io continuo a dubitare.

Io continuo a pensare che questa eccessiva razionalizzazione delle azioni umane sia sbagliata. Cioè…seriamente, ma nessuno si ricorda come è nato l’essere umano? Ve lo ricordo io.

In delle cazzo di grotte ricoperto di fango e merda, con l’unico scopo di mangiare e trombare, punto. Voi seriamente pensate che un essere del genere possa vivere in maniera razionale?

Ma fatemi il cazzo di piacere.

Noi siamo nati nel caos, e tutto il nostro mondo interno nel caos vive.

Utente random: E io nftt snt di amare il my boy alla fll pkkè il my heart me lo dike, e quinti me lo spozkerò, hìhìhì

E come sempre mi fraintendete, facce di merda.

Che le emozioni vivano di caos non significa che esse agiscono a caso. Esse si misurano con la vostra personalità e il vostro vissuto e vi aiutano a decifrarvi meglio, e a vivere meglio di conseguenza. E’ ciò che si chiama “miglioramento di sè stessi”. Non a tutti riesce, ma è sempre meglio che riesca.

Ed il punto è proprio questo. Nessuno sembra voler vivere davvero la sua vita in base a ciò che prova.

Siamo tutti inseriti nella grande equazione sociale. Dove più incognite danno vari risultati, ma guai se questo è un periodico. Guai perchè manderebbe a monte tutto il senso di cui abbiamo caricato la figura dell’ ex MangiaCarneCruda. E la nostra vita, di conseguenza.

Ma noi non ci stiamo. E ci ribelliamo, in silenzio. Ci ribelliamo al mondo del tutto stabilito e ci prendiamo la briga di guardare a uno sconosciuto per strada e immaginarlo come un nostro amico, come un parente, come l’amore che aspettavi da una vita. Come il nostro salvatore. Perchè forse, in quel preciso momento, lui ci conosce più di chiunque altro.

Guardo l’orologio. Si è fatto tardi. Son stato forse troppo tempo seduto su questo muretto a pensare, ma non posso dire che mi abbia fatto male. L’effetto del Gin è terminato.

Faccio per alzarmi, ma prima mi frugo in tasca per qualche secondo. Rimango deluso. Cercavo una penna. Se l’avessi avuta, avrei scritto su quelle mattonelle rosse “Chiunque tu sia, grazie di tutto. Spero ci rivedremo.”

O forse no.

Dopotutto… la conosco già abbastanza.

 -Notta.

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