Se Bastasse Una Canzone… – The Sidewinter Sleeps Tonite, R.E.M.

(Allora, una piccola anticipazione prima del post vero e proprio. “Se Bastasse Una Canzone… è una piccola rubrica che accompagnerà questa piattaforma, dove io vi proporrò una canzone e… parlerò di tutto tranne che della canzone stessa. Dopotutto… parliamoci chiaro! A chi interessa in un mondo dove esiste wikipedia? Qui troverete solo pensieri, sensazioni, sconti incredibili al 99% e altre cose. E null’altro. Buona lettura!)

Fermi fermi fermi fermi.

Già vi vedo con quelle vostre manine unte (non è mio compito nè interesse sapere di cosa) a dire peste e corna dei R.E.M.

“Gne gne madonna, che palle i R.E.M., tutte kanzoni ucuali, moscie, io vgl il metlakore!”

E sapete cosa?

Ne avete tutti il più lieto diritto.

(Magari senza le argomentazioni sopra, che fan di voi delle complete teste di cazzo.)

Bisogna essere solo ottusi per non dire che il quartetto (poi terzetto) di Georgia non ha mai vissuto di bei dischi, fatta eccezione forse per alcuni titoli. Ma secondo me neanche questo.

Secondo me i R.E.M. hanno sempre vissuto di buone canzoni, sparse qua e là nelle tracklists, in particolare nei dischi dei primi anni 90. E, tra le buone canzoni, di veri autentici capolavori.

Tutto il resto…bisogna prenderlo per come viene, erano gli anni 80, era musica per ragazzine/i del liceo (si chiamava college rock mica per ridere) e sicuramente era più formativa e interessante di quello che sentono le ATTUALI ragazzine del liceo.

(Vero Green Day? Bring Me The Horizon? Dear Jack? EH? EH?)

Ma non dilunghiamoci troppo su questi spiegoni, non è questo il mio obiettivo.

The Sidewinter Sleeps Tonite. Eh.

Personalmente, tra le mie canzoni preferite. Non ne ho mai capito il preciso perchè, ma state sicuri che se mi capita durante lo shuffle non la skippo mai. Posso dire che ha accompagnato non so quanti ritorni a casa, tante giornate in solitudine o semplicemente tanti tragitti fatti a piedi. Infelici o felici che essi siano stati.

Perchè forse la potenza di questo pezzo, che lo eleva anche fuori dal modus operandi generale (o forse più conosciuto) dei R.E.M. è proprio questo. Non ti mette tristezza, o almeno non solo.

Già il fatto che, nel suo disco di riferimento (Automatic For The People, ndr ODDIO HO USATO UN NDR SI QUANTO SONO PROFESSIONAL) il pezzo sia collocato tra “Try Not to Breathe” (In sintesi: Sono vecchio e voglio morire, e quindi non piangere per me :ccccc)  e “Everybody Hurts” (In sintesi: SO CHE STAI SOFFRENDO DAI RESISTI RESISTI TE LO DICO CON UNA MELODIA STRAPPALACRIME INCREDIBILE E QUINDI DEVI RESISTERE DAI DAI DAI) ti fa notare bene il contrasto, in discesa melodicamente parlando, e in salita dal lato lirico.

Perchè di cosa parla The Sidewinter Sleeps Tonite?

Di un barbone a cui non piacciono le minestre preparate che aspetta una chiamata da una donna al telefono pubblico che perde sempre perchè dorme e quindi lo insulta, finchè non vede un gatto parlante che distrugge tutto e quindi propone alla donna di andare a ballare.

Ok, magari cerchiamo un attimino di ampliare gli orizzonti…no?

Se con Stipe procediamo senza un minimo di analisi ci si tira fuori le meglio sceneggiature per David Lynch.

Anyway:

Partiamo dal barbone. Cosa sappiamo di lui?

Utente random: …che puzza?

No, testa di cazzo, torna ad ascoltare American Idiot e non rompere il cazzo.

Dicevo.

Del barbone ci vengono poste diverse suggestioni nel testo.

Innanzitutto non vuole saperne di stare un attimo sveglio per controllare quel cazzo di telefono, quello mai. Immaginate la poverina dall’ altra parte del cavo che continua a chiamare. Magari uno passa di lì e risponde, ed esce fuori una cosa del genere:

Passante che chiamerò Gesualdo: …pronto?
Signorina che chiamerò Irminigalda: Salve! Senta, scusi se la disturbo…c’è un barbone di fianco a lei?
Gesualdo: …si, perchè?
Irminigalda: Può passarmelo? Per cortesia!
Gesualdo: …ma sta dormendo!
Irminigalda: Come al solito, vecchio stronzo! La prego, lo svegli!
Gesualdo: ooook….AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH

E fu quello il giorno in cui Gesualdo iniziò ad odiare Peter Pan.

…Stronzate a parte, dicevo:

Non vuole svegliarsi per rispondere al telefono, mai. Odia quel congegno.

Per lui è solo uno stupido pezzo di ferro in cui mettere monete, punto.

Nella seconda strofa ci vengono invece posti i suoi desideri. Cosa vorrà mai questo ribelle in erba?

(o sotto erba, a seconda dei casi…e nel caso della scrittura di Stipe è molto probabile)

“A can of beans or blackeyed peas, some Nescafe and ice, a candy bar, a falling star, or a reading of Doctor Seuss.”

“una scatola di fagioli rossi o bianchi, del Nescafè ghiacciato, un dolce, una stella cadente o una favola del Dr. Seuss”

Utente random: MA K KS BANALI PSSSS MA VAFAKULO AH E KMQ AMERIKAN IDIOT E’ UN DISKO ULTRAFIGGHY

Bravo caro, hai colto il punto e mi hai risparmiato un inutile spiegone. Ma resti pur sempre una testa di cazzo.

Ecco cosa predomina nel barbone: la ricerca della banalità e l’odio per tutto ciò che non lo è.

Bei concetti, vero?

Benissimo. Allora sorge qui spontanea una domanda.

PERCHE’ CAZZO CONTINUATE A TELEFONARE?

La donna che chiama, costantemente, siamo tutti noi.

Siamo tutti noi appresso a cose vuote che ci danno una felicità vuota, raggiunta solo per un mero scopo sociale.

La felicità non serve più per noi stessi ma ad oggi è solo un inutile metro di confronto del valore sociale di ognuno.

E quindi? Quindi vai a chi ha le cose più fighe, la vita migliore, le esperienze più cool, e ok.

Ma fermati a guardare il cielo ogni tanto. Annusalo un fiore. Perditi in qualche stronzata che ti viene in mente in quel momento, cazzo ne so. Dai un TUO valore alla tua vita.

Solo tramite quello che noi diciamo essere banale possiamo toccare davvero ciò che vogliamo, perchè il mondo è nato e morirà semplice.

A complicarlo sono le nostre sole inutili pretese. Nostre non perchè partorite da noi, ma perchè adottate senza giudizio dalla nostra paura della nostra stessa testa.

“their world has flat backgrounds and little need to sleep but to dream. ”
“il loro mondo ha sfondi piatti e nessuna necessità di sognare, ma solo di dormire”

E sapete cosa vi dico? Dormite pure.

Io non ho certo la speranza di cambiare il mondo. Ma ho la pazienza di aspettare che le cose lo facciano da sè.

Chiamatemi, quando tentate di svegliarvi.

-Notta.

3 thoughts on “Se Bastasse Una Canzone… – The Sidewinter Sleeps Tonite, R.E.M.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...