Perchè mai la realtà dovrebbe esplodere in molteplici adesso? Eh?

Salve,
Allora, questo è il primo vero post del blog.
E come tale, mi sembra lecito spiegare perchè questo nome così bislacco.

Beh…è tratto dal titolo di una canzone degli Uochi Toki, contenuta nel loro album “Cuore Amore Errore Disintegrazione”.

Ok, ora lo sapete, ciao.

 

 

Ooook, so che ciò non vi basta e state mangiandovi le unghie dicendo “Si e allora? Gli Uochi Toki? Chi sono? Eh? Cos…ma questo pezzo è stranissimo? Come fa a piacerti? Ma ci senti?”

Beh, devo confessarvi una cosa.

Io la canzone non l’ho mai sentita, e non ho idea di che cosa parli.

…okok, fermi, vi spiego tutto.

Era circa il 2009 e il sottoscritto era da ormai anni nell’ ondata della musica rap italiano (ah, i bei tempi), e conosceva ormai qualunque mc abbia mai camminato sullo stivale. Capite che una situazione del genere alla fine diventa un po’ come avere una di quelle sfigatissime piscine gonfiabili in casa. Ti ci diverti per 2 minuti e alla fine non trovi nulla di meglio da fare che fissarti i piedi. Quando poi inizi a segnarti quante “raggrinziture” ti si formano sulle mani in una comoda tabella scandita dai giorni della settimana…beh, capisci che forse è il caso di cambiare aria. E così feci.

Mi feci istallare una piscina olimpionica in giardino.

…ehm…volevo dire, iniziai a scoprire cosa altro poteva offrirmi la musica.

Essendo ancora legato allo stupido valore del “Gnè, se non kapisci le parole nn è musika” che altro non può tradursi in “Mi scoccia imparar l’inglese, fottetevi” decisi di cercare altra musica italiana che, per qualche strana ragione (che a me piace chiamare talento), fosse rimasta fuori dal music business. E la trovai. La Tempesta Dischi. Wow.

Il Teatro Degli Orrori, gli Zen Cirus, i Cosmetic, Le Luci Della Centrale Elettrica, tutta gente che in radio non avevo mai sentito nominare. Mi si apri un mondo, e in questo mondo c’erano anche loro, gli Uochi Toki.

Capite che, per uno che per anni aveva sentito sempre e solamente musica rap, gli Uochi Toki rappresentassero un ottimo ponte per accedere a qualcosa di completamente nuovo pur restando in qualche modo attaccato alle radici, erano il giusto miele per ingoiare la medicina amara che ti salva la vita.

(Mi sto completamente fottendo di testa e mi metto anche a citare Lucrezio, benissimo direi)

Fatto sta che quel 2009 passa tra scoperte in scoperte e, all’ arrivo del 2010 viene annunciato il nuovo disco degli Uochi Toki, ossia Cuore Amore Errore Disintegrazione. Il mio livello di euforia era quasi paragonabile a quello di milleaccendini, con la differenza che il mio non era provocato da un uso prolungato di caffeina. Ero felice come una Pasqua.

Pochi mesi dopo (mi pare…dio mio la memoria tutta fottuta) venne rilasciata la tracklist.

Era composta da una specie di…poesia (?) senza senso, che iniziava nel titolo della prima traccia e finiva in quello dell’ ultima traccia. E proprio quest’ ultima traccia, per un motivo traducibile solo dal criceto che ho nel cervello, catturò la mia attenzione.

10. che mi esaspera fino ad esplodere la realtà in molteplici “adesso”.

Esplodere in molteplici adesso…esplodere in molteplici adesso…cosa diavolo vorrà dire?

Ad oggi non so spiegare perchè quell’ unica frase, in mezzo ad altre 10 criptiche quando lei, avesse rapito in una maniera così strana la mia mente. So solo che mi ci fissai terribilmente.

Avevo come unico obbiettivo la pretesa di trovare un senso a questa…frase? preposizione? complemento di causa? Boh, non ho idea neanche di questo, non ho neanche idea se sia corretta grammaticalmente, anche perchè di solito se mi chiedono, chessò, a che ora passa il bus mi limito a dir l’orario. …anche se sarebbe figo poter rispondere “Esplode la realtà in molteplici adesso” a un completo sconosciuto che ti chiede quando passa il bus. Giuro che ci provo.

Comunque:

Le peggio pippe mentali. Iniziai a pensare che fosse una specie di critica al non considerare il passato, o un invito a non guardarsi mai indietro, a tenere in considerazione solo e solamente l’adesso, oppure quell’ esaspera…quell’ esaspera…forse più che un scelta volontaria quella di non riuscire a tenere conto del passato è una sorta di obbligo imposto o…che cazzo ne so?

…ok, fermiamoci un attimo.

So che può sembrare un po’ una cosa tanto strana questa e…avete ragione, lo è, lo è. Ma sapete cosa? Pensatela come a un lasciarsi prendere dalla vita, ok? Non è forse lo stupore e la sorpresa che ci fanno andare avanti? E non è quindi forse bello sorprendersi a volte anche della cosa più stupida, no? …Ok, no. Ma io continuo, chissene. Tanto se credi che tutto questo sia un delirio avrai smesso di leggere anche prima di questo punto, quindi posso anche liberamente mandarti affanculo. Stronzo. Mi fotto tua madre.

Gne gne.

Possiamo riprendere.

Un giorno, durante una lezione di Arte che non stavo seguendo, sfogliando il libro mi imbattei in questa. Alcuni Cerchi, di Vasily Kandinsky.

Ancora grazie al simpatico cricetino che mi gira in testa (giuro che un giorno ti darò un nome), la mia mente collegò questa immagine a quella frase.

Figurai lo sfondo nero come una sorta di mente collettiva, e il cerchio centrale come una sorta di attraente per tutti gli altri cerchi, come una mentalità comune al quale gli altri cerchi, che gli si avvicinano, devono attingere. C’è chi è completamente inglobato in essa, c’è chi gli è vicino ma conserva un suo spazio, e c’è chi invece lo ignora completamente, e occupa un posto tutto suo.

Ed eccola, finalmente, la tanto meritata, illuminazione.

(Con la punteggiatura a caso ma ha il suo effetto, dite la verita!)

La realtà DEVE essere il nostro adesso.

L’unico modo per sentirsi veramente liberi, per apprezzare a pieno la propria vita, per non buttarsi mai troppo giù nelle situazioni difficili, è far si che la realtà risponda ai nostri canoni, e non viceversa. E come fare ciò? Staccandosi da quella dannata palla enorme del cazzo. Interpretare qualunque cosa con una propria visione, senza paura di entrare in discorsi folli o deliranti. Finchè ciò che dici per te ha un senso, la tua realtà ha un senso, e non ti tradirà mai.

E lo scopo del blog è proprio questo: offrirvi spunti.

Nonostante qui si parlerà sopratutto di cinema, di musica, o di questa roba qui, non cercherò mai di fare il saccente del cazzo per imporvi ciò che dovete pensare di quella determinata cosa. Io vi darò solo le mie sensazioni riguardo quella cosa, nude e crude. Solo sensazioni buttate in faccia, e a voi se prenderle in pieno o raccoglierne gli schizzi. (Dio mio quanto cazzo suona male)

Sappiate prendere le mie sensazioni solo come un punto iniziale per iniziare (gioco di parole, ups) a pensare su tutto ciò che tirerò in ballo, o che riuscirete a tirare in ballo voi. Per me, l’importante è solo questo.

O potreste solo leggere i titoli e poi andare per cazzi vostri…io ho fatto così dopotutto.

 

-Notta.

 

 

 

 

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